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Notizia bomba: caporale suicida a 25 anni a Roma, per "motivi sentimentali".

  • Immagine del redattore: Valentina Drago
    Valentina Drago
  • 1 ago 2018
  • Tempo di lettura: 1 min

VI RICORDA QUALCOSA? A ME SÌ.

Enrico De Mattia era anche lui mio fratello.

Lui può essersi suicidato per davvero, ma il comportamento dei generali e del Governo si ripete come una farsa:

"Esprimo il mio profondo cordoglio alla famiglia" (ministro della Difesa)

"Non si sta senza basco. Si scatta con i tacchi." (generale Paolo Raudino, urlante, agli amici del militare, che piangevano davanti Palazzo Grazioli)

"Un ragazzo solare, dal sorriso contagioso" (la famiglia).

Cito:

"https://infodifesa.it/suicidio-del-giovane-granatiere-il-generale-urlava-non-una-parola-di-pena-siamo-trattati-come-pacchi/Si sarebbe suicidato per motivi sentimentali" (fonti dell'Esercito).

Vedete? LA STORIA È SEMPRE QUELLA.

Danno la colpa alla fidanzata, alla debolezza psichica, all'operazione "Strade sicure", ma nessuno fa due più due... io penso: se mi suicido per motivi miei, personali, perché dovrei farlo a PALAZZO GRAZIOLI, mentre sono DI TURNO?

Ma perché è l'UNICA PROTESTA POSSIBILE, l'unico modo per DARE FASTIDIO a chi mi ha vessato per mesi, anni, perché quelle "cinque stelle" non sono più "lacrime sulla mia pelle", ma pugnali. Superiori che si sentono divinità in terra, in realtà ominicchi, che sfogano le loro frustrate medaglie e stellette su ragazzi del Sud che lavorano per tirare su uno stipendio o che credono in una missione e si ritrovano, invece, solo sottomessi.

L'Esercito è una comunità di vittime e carnefici, questa è l'unica verità che posso darvi sui soldati "suicidi". Ed Enrico, purtroppo, non è l'ultima vittima.


 
 
 

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