"Ho deciso di dire quello che ho visto, per una questione di coscienza." Francesco Tedesco
- Valentina Drago

- 12 ott 2018
- Tempo di lettura: 1 min
Francesco Tedesco, carabiniere, ha parlato.
È la grande notizia del giorno. È grande perché adesso forse, una volta per tutte, Stefano Cucchi e la sua famiglia avranno la verità. Ho letto il verbale dell'interrogatorio tutto d'un fiato, il cuore nello stomaco. Il maresciallo Mandolini che all'epoca minaccia il carabiniere con le "conoscenze nelle alte sfere e al Vaticano"... "gli devi dire che stava bene e che non è successo niente... capisci a me". E Tedesco che ha paura di perdere il lavoro, questo lavoro a cui tutti aspiriamo in Italia e che per tenercelo stretto si arriva anche a tacere per decenni di aver assistito alla causa di morte di un ragazzo.
Spacciatore, drogato, malato, certo, perché con una di queste etichette attaccate addosso si smette di essere persone, per certe "forze dell'ordine".
Chissà quanti, dentro la caserma Sabatini di Roma, il 6 luglio 2014, hanno sentito le stesse minacce da parte dei superiori, anche se non hanno partecipato materialmente all'omicidio. Chissà quanti lo hanno torturato, chissà chi ha sentito il rumore delle botte, chissà che cazzo è successo veramente, perché non sappiamo proprio niente.
Però oggi una fiamma tiepida si è ripresa dentro di me.
Forse anch'io un giorno mi sveglierò, e vedrò sui giornali il titolo "Svolta nel caso Tony Drago."





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