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Resistiamo.

  • Immagine del redattore: Valentina Drago
    Valentina Drago
  • 25 apr 2019
  • Tempo di lettura: 1 min

Aggiornamento: 25 apr 2020


Il 25 aprile è la festa che più mi fa riflettere, come cittadina e come sorella.

Come ho scritto diverse volte, la mia esistenza è diventata Resistenza a un potere opprimente, meschino, che prima mi ha portato via Tony, e per ora non gli ha reso verità né giustizia.

Sicuramente io e mio fratello non condividevamo certi valori, e scherzavamo sul fatto che un giorno ci saremmo trovati io con una bandiera in piazza, e lui dall'altro lato con scudo e casco.

Non è successo, non potrà succedere, ma forse scherzavamo e basta:

perché il nostro senso di giustizia era comune, i nostri eroi sì, alla fine, ce li avevamo in comune.

I nostri palermitani baffuti sono morti per coerenza, senza paura, per liberare la nostra terra che non era stata liberata dai partigiani, ma che loro hanno provato a liberare dalla mafia.

Come ha detto oggi Pif, non c'è differenza tra i due palermitani e i partigiani, quando si lotta per la libertà.

La morte di mio fratello non è ancora un caso nazionale, ma confido nel fatto che lo diventerà negli anni, perché riguarda tutti i cittadini che desiderano libertà e uguaglianza di diritti, nel diritto.

La mia, la nostra lotta la conduciamo su un terreno infido, con scarsi mezzi, poca voce, ma resistiamo.

Ed è questo che il potere non riuscirà a sopportare.


 
 
 

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