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L'amicizia tra donne e uomini ci salverà?Per Giulia, e per Mario.

  • Immagine del redattore: Valentina Drago
    Valentina Drago
  • 6 dic 2023
  • Tempo di lettura: 1 min


Da molti giorni covavo questo articolo e non riuscivo ad iniziarlo.

Oggi però è arrivato Mario su questo pianeta, il mio nipotino di cuore, quindi lo dedico a lui.

La famiglia di Giulia, e migliaia di persone in Italia, l'hanno salutata ieri: la sua storia ha suscitato un'onda di rivolta che forse non si era mai vista prima.

Non voglio parlare di femminicidio e patriarcato, argomenti di cui capisco molto poco e che sono già stati ampiamente analizzati da persone competenti.

Voglio parlare di amicizia e di amore, perché penso che sia da questi sentimenti che possiamo ripartire e dare un senso alla vita e alla morte di Giulia, di Tony, di tutte le vittime di violenza.

In maniera forse banale, credo di potermi fidare di uomini che hanno amiche.

La vecchia storia che "uomini e donne non possono essere amici" è, come la Corazzata Potemkin, una cagata pazzesca: l'amicizia è amore, mio marito è prima di tutto un mio grandissimo amico, mio fratello era pieno di amiche...

Il dialogo è alla base di qualunque rapporto di amicizia: cosa facciamo tra amici, se non parlare e ascoltare?

Perché molti danno il meglio di sé in una comitiva di uomini e poi sono dei pusillanimi con la loro compagna?

Magari, prima di tutto, perché non ci parlano.


Potere e amore non sono compatibili, possesso e amore neanche, silenzio e amore neanche, violenza e amore neanche a parlarne.

A Mario, ai miei figli e a tutti gli uomini che verranno, auguro di avere tante amiche con cui confidarsi, divertirsi, ballare, fare il bagno a mare, prendere tanti caffè, senza pensarle mai come future "prede".

Ripartite dall'amicizia.

Del resto, se ne parla dopo.


 
 
 

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