La presenza più forte è quella invisibile
- Valentina Drago

- 31 dic 2022
- Tempo di lettura: 1 min
Forse non ho mai pubblicato questa foto di un 31 dicembre di 10? 11? anni fa, quindi lo faccio adesso con molta allegria e e nostalgia nell'anima.
Perché anche se quasi tutti non ne possiamo più dei soliti rituali di parenti, lenticchie, fiaccole e trenino brasiliano (che non esiste in Brasile, sappiatelo), quella serata che sembrava uguale a tanti altri 31 dicembre mi è rimasta dentro con tutte le risate fatte e la splendida inconsapevolezza di ciò che sarebbe toccato in sorte a tutti noi.
E quando questi rituali possiamo ripeterli con TUTTE le persone che amiamo presenti, siamo fortunati senza saperlo.
Non sopporto i sentimentalismi, ma a volte li sento come inevitabili.
Guardo i miei bambini adesso che giocano in una piscina di un metro quadro, e "vedo" Tony seduto qui, che li guarda, li lancia in aria felice, li insegue per poi tormentarli facendogli il solletico.
Due giorni fa, Lucas mi ha detto mentre si faceva la doccia: "Sai mamma, sono un poco, pochino curioso di morire per andare in cielo, così posso giocare finalmente con lo zio Tony".
Cosa, come si può rispondere a tanta meraviglia?
Solo con un sorriso.
E con tanta speranza.
Buno anno nuovo a chi segue questo sito, a chi spera ancora nella giustizia e a chi sente Tony vicino.
Di cuore.





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